CONSOLE ONORARIO D’ALBANIA

 

Sabato 23 ottobre 2004, l’Onorevole Mario Brunetti ha festeggiato a Plataci la sua nomina a Console Onorario d’Albania. Durante la cerimonia sono intervenuti il Sindaco di Plataci Prospero Stamati, il Vice-Rettore dell’Universitą della Calabria Prof. Francesco Altimari, e infine per ringraziare l’On. Mario Brunetti. Sono stati presenti numerosi Sindaci, personalitą politiche e culturali del mondo arbėresh.Al Console i nostri migliori auguri per un proficuo lavoro, in questo suo ennesimo ed autorevole incarico!


 

 

 

 

 

KONSULL NDERI I SHQIPĖRISĖ

 

shtunėn 23 shėn mitėr 2004, Mariuē Bruneti festoi Pllatėn emėrimin e tij si Konsull Nderi i Shqipėrisė. Gjatė ceremonisė morėn pjesė Sindėku i Pllatėnit Prospėri Stamati, Zėvendėsrektori i Universitetit Kalabrisė Prof. Frėngjisk Altimari, dhe fund pėr falėnderuar, i nderuari Mariuē Bruneti. Kishte shumė Sindėkra, personalitete politike dhe kulturore jetės arbėreshe. Konsullit urimet tona mira pėr njė punė mbarė, kėtė detyrė qindtė dhe autoritetshme tij!    

 

 

 

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Signore e signori,

č un piacere per me, sindaco del Comune che ha visto nascere Mario Brunetti, esprimere il compiacimento dell'Amministrazione Comunale per la nomina di Console Onorario dell'Albania, per tre ragioni facilmente comprensibili: 1) Mario č figlio di Plataci e, pur nelle peripezie della sua vita avvincente, non ha mai dimenticato le sue radici; 2) essere Console di uno stato estero č di per sé un avvenimento perché sottende una fiducia di chi fa la nomina, che si sente degnamente rappresentato e dello Stato Italiano che, attraverso il suo Ministero degli Esteri, sulla base della Convenzione di Vienna del 24 aprile 1963, deve concedere le credenziali; 3) č che la nomina viene fatta dall' Albania, nostra madre terra, con cui, come arbėresh, continuiamo ad avere, pur fra tante traversie storiche, un rapporto almeno sentimentale.

Ma, detto questo, mi pongo una domanda: chi č veramente Mario Brunetti; perché di tanto in tanto leggiamo di questi suoi riconoscimenti? Abbiamo letto che gią il Presidente della Repubblica d'Albania lo aveva insignito del pił prestigioso riconoscimento di quel Paese per "alti meriti civili";

sappiamo che la cittą di Huntsville, in Alabama negli U.S.A. gli ha conferito la cittadinanza onoraria, a cui, forse come Municipalitą Platacese dovremmo essere riconoscenti.

Se devo dire la veritą, io non so dare una risposta esaustiva a questo mio interrogativo. So che, a Plataci Mario Brunetti, nel ricordo della popolazione pił anziana, continua a rimanere "Mariuci"; nei giovanissimi questo nome evoca nient’altro che i loro coetanei. Egli, infatti, ha lasciato Plataci agli inizi degli anni ' 50 dopo gli studi medi a Castrovillari e si č trasferito a Cosenza. Il rapporto istituzionale col Municipio si chiude con la richiesta di trasferimento della residenza e il rilascio di un certificato di nascita storico per l'iscrizione alla scuola superiore di giornalismo presso l'Universitą di Urbino.

Questi gli atti formali, il resto attiene alla cronaca storiografica e alla politica. Alla metą degli anni ‘50, infatti, la federazione del PSI di Cosenza, di cui era, nel frattempo, diventato membro dell'esecutivo, gli chiede di candidarsi alle elezioni comunali di Plataci: diviene consigliere comunale e per cinque anni non ha disertato alcuna delle riunioni del consiglio. Gli anni successivi lo abbiamo seguito in piazza nei suoi appassionati discorsi elettorali, riservando al suo paese, sempre a tarda ora, l'ultimo dei tanti comizi tenuti nel corso della campagna, per riposarsi dalla spossatezza. Non si č mai intromesso nelle vicende del paese e lo ritroviamo a dare impulso alla straordinaria iniziativa degli "Itinerari Gramsciani" che hanno convogliato in questo nostro comune personalitą politiche e studiosi di primissimo piano e che hanno inserito il nome di Plataci nelle Universitą e negli Istituti di studio di tutto il mondo.

Fuori di Plataci, Mario Brunetti č un uomo politico di primissimo piano, un protagonista fondamentale delle lotte contadine, un giornalista e scrittore affermato; un riferimento di dirittura morale e di coerenza; un intellettuale organico alla battaglia della sinistra che lo ritiene, oggi, a livello nazionale, uno degli studiosi della "questione meridionale" e di Antonio Gramsci, di cui la grande lezione umana e di ricerca anche attraverso strumenti di inchiesta a cui ha dato vita: il Centro Studi di Politica ed Economia; l'Istituto Mezzogiorno Mediterraneo, la rivista "Sinistra Meridionale". Questa sua rigiditą morale e teorica ha sempre caratterizzato le sue battaglie politiche ed amministrative come consigliere comunale di Cosenza e come Consigliere Regionale della Calabria, diventando il principale antagonista politico di Giacomo Mancini. Questa sua coerenza culturale ha caratterizzato per altro le sue scelte politiche che lo portano ad essere riferimento, in Calabria e a livello nazionale, sempre a sinistra degli schieramenti dell' area moderata. Si era iscritto al PSI giovanissimo ed era diventato membro del Comitato centrale nel periodo di Pietro Nenni in rappresentanza della corrente di sinistra. Nel '64 č tra i promotori, a Roma, del Partito Socialista di Unitą Proletaria, di cui č stato membro della Direzione Nazionale e Segretario regionale della Calabria. Sciolto il PSIUP nel 1972, č tra i promotori del PDUP-DP di cui č stato membro della Segreteria Nazionale e, negli anni successivi č ancora tra i promotori del movimento per la Rifondazione Comunista che, nel '91 si costituisce in partito. Č stato, in Rifondazione Comunista, dirigente nazionale e sotto il suo simbolo č stato eletto, nel 1992, per la prima volta, al Parlamento Italiano. Come deputato si č espresso contro la scissione nel '98, ritenendo dannosa, per la sinistra,  la caduta del Governo Prodi. Questo atteggiamento lo porta a partecipare, al gruppo dei comunisti italiani in posizioni critiche che lo spingono, per il dissenso con le scelte del gruppo, a dichiarare in Parlamento che, finita la legislatura, non si sarebbe pił candidato per impegnarsi nello sforzo per l'unitą della sinistra alternativa, ritrovando le ragioni di analisi che stavano alla base della costituzione di Rifondazione Comunista.

Dopo la prima legislatura č stato rieletto al Parlamento nelle elezioni del 1994, nel Collegio di Corigliano Calabro. Particolare curioso č che č stato l'unico politico di sinistra, in questo collegio, ad essere eletto con la legge maggioritaria. Nel 1996 Rifondazione Comunista lo candida nel collegio 2° della Campania per mantenere in Parlamento la voce del Mezzogiorno. Le sue battaglie in Parlamento sono impegnative e gli incarichi assolti di grande prestigio. Nella biografia redatta dalla Camera dei Deputati, da cui traiamo queste notizie sulla vita di Mario Brunetti, apprendiamo che č stato membro della Commissione Affari Costituzionali e relatore di minoranza contro la legge uninominale. Č stato, altresģ, nella prima legislatura, membro della Commissione parlamentare Centro Europa. Nel libro "Il Coraggio della coerenza" che pubblica i discorsi parlamentari di Mario Brunetti si evidenzia l'impegnativa attivitą nel Parlamento Italiano e apprendiamo l'alto e qualificante ruolo che egli ha avuto nella delegazione parlamentare italiana presso la conferenza parlamentare Centro Europa; come membro e segretario della delegazione italiana del Consiglio d'Europa a Strasburgo, dell'UEO e dell'OSCE; come presidente del Comitato per i diritti umani della Camera dei Deputati. Questi incarichi lo portano a girare in lungo e largo il pianeta.

Il dato che, come platacesi ci gratifica č quello che egli stesso dice: "in Serbia o in Kosovo, nelle foreste del Mozambico o nel Tibet; da Parigi a Mosca o New York; da Buenos Aires alla Corea del Nord; dal Vietnam a Mogadiscio, a Tripoli o Baghdad; dalla Namibia a Toronto; dall' Avana a Tirana; da Cittą del Capo, Istanbul o Gerusalemme; da Tokio ad Amsterdam, insomma, dal Nord al Sud del mondo, Mario Brunetti si č portato nella testa e nel cuore la sua Plataci.

Nel suo libro "La piazza della rivolta" che ha avuto un forte successo, č partito proprio da Plataci per raccontarci la storia italiana che ha avuto, come punto centrale, la "questione meridionale". C'č un passo, nella postfazione di questo libro, che evidenzia tutti i suoi sentimenti.

"Il ritorno alle origini - dice Mario Brunetti - rievoca inconsciamente il ricordo delle gioie infantili che rimangono dentro il forziere della nostra esistenza". Al giudizio di Giovanni Verga nei "Malavoglia" che dice: "quando qualcuno lascia il suo paese č meglio che non torni perché ogni cosa muta faccia mentre egli č lontano, e anche le facce con cui lo guardano sono mutate, e sembra che sia diventato estraneo anche lui", Mario, seppur convinto che nessuno č profeta in patria, ritiene che in questo "mondo grande, terribile e complicato" come diceva Gramsci, si sbanda senza avere la linfa delle radici. Č nei momenti difficili e gioiosi che "le pietre, gli alberi, i fiumi, le montagne, gli odori, ti parlano dell'infanzia e ti fanno sentire "dentro" che nel paese che ha sentito i tuoi primi vagiti c'č qualcosa di tuo che, - come diceva Pavese - " anche quando non ci sei, resta ad aspettarti".

E noi abbiamo aspettato oggi Mario Brunetti, per congratularci con quest'altro riconoscimento che onora lui e l'intero paese di cui č figlio importante.

Prospero Stamati