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sabato 18 novembre 2017

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GUIDA TURISTICA



Giorgio Castriota SCANDERBEG

Giorgio Castriota, detto Iskander-bey (principe Alessandro), figlio di Giovanni, principe di Kruja, fu l’eroe della liberazione nazionale albanese. Nacque in Albania nel 1405 e all’età di nove anni, assieme ai fratelli, fu tenuto in ostaggio ed educato alla religione musulmana presso la corte del sultano turco Balsha III, dove gli venne dato l’appellativo di Scanderbeg. A diciassette anni, per le sue abili attitudini militari e per la versalità del suo ingegno divenne ufficiale dell’esercito turco, ma quando fu adulto e capì che era prigioniero dei turchi (1415) si liberò da essi, poiché comprese che erano i nemici del suo popolo e lottò prima contro il sultano Murad II, che avvelenò i suoi tre fratelli e poi contro Maometto II, che non voleva restituire alla famiglia Castriota il principato albanese appartenuto al defunto padre Giovanni, e che tentava di invadere Venezia alleata di Scanderbeg. Questo stesso sultano, nel 1461, lo riconobbe principe dell’Albania e dell’Epiro. Nel 1443, sta di fatto che a seguito di una sconfitta subita dai turchi ad opera di Giovanni Hunyadi, si ribella agli stessi turchi, abbandona il loro esercito e ritorna in Albania. Da allora, a capo del suo forte ed indomabile esercito, combatté e vinse numerose battaglie contro la potenza ottomana per l’indipendenza del suo popolo. La sua fama di campione e liberatore della fede cristiana si diffuse ben presto in tutte le corti europee, tanto che il Papa Eugenio IV, il re Alfonso d’Aragona di Napoli e l’imperatore Sigismondo, quando la cristianità e i loro governi erano minacciati, lo presero sotto la loro protezione e lo fecero combattere anche per liberare i loro regni dalla rivolta dei baroni. Egli, avendo contraccambiato a costoro i favori ricevuti, quando, purtroppo, i turchi riuscirono a riorganizzarsi e ad occupare definitivamente l’Albania, Scanderbeg, ormai malato e anziano, chiese aiuto agli amici dell’Europa ed essi accolsero il suo popolo e gli concessero le terre dove fondarono o ripopolarono, in sette grandi trasmigrazioni, le odierne Comunità degli Albanesi d’Italia (Arbëreshë). Scanderbeg morì nella città di Lissa il 17 gennaio 1468 all’età di 63 anni, probabilmente per febbre malarica.





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